Risuolare scarponi per sentirsi vicini alla montagna!

Cosa vuol dire "risuolare" è perché ho scelto di fare questo mestiere.

CACCIA E VITA MONTANA

3/11/20264 min read

Da un paio di anni ho aperto la mia attività. Sono diventato calzolaio. Scarpe classiche, sneakers, ciabatte...e scarponi!

Ho passato diversi anni a chiedermi come potevo fuggire dal mio vecchio lavoro, l'ufficio mi stava stretto e non riuscivo più a rendere come avrei voluto. Lavorare era un peso e allontanava sempre di più il mio spirito dalla persona che volevo diventare. Finché un giorno...il lampo! Avrei provato a riprendere in mano un mestiere antico, uno di quelli che ancora ti permettono di usare le mani, la testa e il cuore contemporaneamente! Avrei fatto il lavoro del mio povero nonno Pietro; il calzolaio. Non vi racconto per ora, di come il maestro Damiano Iacopetta sia riuscito a trasmettermi la sua grande passione, ci sarà tempo anche per questo! Oggi voglio divagare un po' e descrivere uno dei processi lavorativi che più mi danno soddisfazione!

Potreste contestarmi il fatto che trovarsi chiuso in un ufficio, non sia molto diverso dal vivere 10/12 ore al giorno in un laboratorio. Effettivamente non avete tutti i torti. La mia passione per la montagna, porta ogni giorno il mio cervello a focalizzarsi sempre e solo su un pensiero. La mia mente è sempre là, sempre sulle cime, anche quando fisicamente sono lontano. Come ben sappiamo, nella vita la necessità di sopravvivere alla nostra società, ci porta a dover guadagnare del "vil denaro" e nessuno ci regala niente. Va da se che il lavoro diventa un obbligo! Quindi da quando sono diventato "partita IVA", meno montagna e più lavoro!

"Ma se Maometto non va alla montagna..".

Dovevo pensare ad un modo per poter stare a contatto con il mio ambiente. Dovevo portare la montagna all'interno del mio negozio e quale miglior modo se non dedicarsi alla risuolatura degli scarponi?!

Risuolare uno scarpone è un lavoraccio. Prima di tutto bisogna pulire la tomaia. Si scalda bene il fondo e si riattiva la colla vecchia. Poi si tira come dei muli per staccare la suola usurata. Se non si riesce con questo metodo, bisogna passare al taglio e alla cardatura. In un modo o nell'altro, dobbiamo togliere il materiale che è "andato a farsi benedire". Da questo punto in poi, in base al tipo di pellame, ai materiali utilizzati, alla presenza o meno di blocchetti ramponabili e ad un sacco di altre variabili, bisogna affrontare diversi tipi di lavorazione. In linea di massima però, per prima cosa si sistema la base, riposizionando l'eventuale soletta in nylon e fissando la tomaia laddove tenda ad aprirsi. Fatto ciò si passa all'incollaggio dei nuovi fascioni in gomma, pretrattando le superfici con prodotti appositi e primer chimici. Questo è un punto critico, perché risulta facile sbagliare nel tiraggio della banda gommosa e far risultare lo scarpone "tutto storto". Passate almeno 24 ore, tempo necessario alla colla per completare il ciclo di indurimento, possiamo volare alla fase tre. Si puliscono quindi le suole nuove, cardandole e trattandole con degli alogenanti appositi. Una volta che tutto è pronto, si possono incollare segnando precisamente la centratura della punta e del tacco per evitare imbarcamenti durante la fase di pressaggio.

Gli imbarcamenti sono un problema difficile da gestire. Staccare una suola e rimettere la colla significa sottoporla ad un grandissimo stress e probabilmente comprometterne la resistenza. Inoltre uno scarpone imbarcato o ritorto, può creare grandi problemi alle ginocchia durante la camminata.

Il tutto così descritto, si traduce in diverse ore di intervento. Un lavoro abbastanza "fisico", dove la fretta è un male assoluto. Lo scarpone deve essere solido, sicuro, ben incollato. E' l'unico punto di contatto tra il camminatore e il suolo montano, è quello strumento che ci permette di essere stabili su terreni sconnessi. In poche parole, anche se lo indossiamo ai piedi, non va preso sottogamba (bello il gioco di parole eh?). Fare il calzolaio non è un lavoro scontato. Gli incollaggi sono sempre più complicati, i materiali cambiano, le colle si evolvono, la chimica fa i suoi scherzi. Per questo operare su un paio di scarponi è molto difficile. Ovviamente bisogna anche assicurare il lavoro al cliente, perché davanti ai soldi non si può scherzare.

Gli errori sono sempre nascosti dietro l'angolo. Raramente sono clamorosi, sempre più spesso passano inosservati, piccoli e infidi, ma possono inficiare sul risultato della risuolatura. Pensate che basta avere le mani sporche quando si tocca la colla già spalmata e l'incollaggio può essere compromesso. Come se non bastasse, ogni tanto ci si può mettere di mezzo anche il "difetto di fabbrica" nello stampaggio delle suole. Basta un pezzo fallato e tutto quanto viene irrimediabilmente bruciato. Il calzolaio è sempre e comunque responsabile, cerca di ridurre al minimo il fattore "errore", lavorando pulito e con tranquillità. Il disordine, la fretta e il caos in generale, sono nemici di un lavoro ben riuscito.

Lo scarpone è un oggetto romantico. Tenerlo in mano è un po' come leggere un libro. Abbiamo i segni che indicano i kilometri percorsi, abbiamo stampati sopra i panorami, la neve, il fango e le avventure di una vita in montagna. Qualche giorno fa, mi è stato chiesto di risuolare un vecchio scarpone in pelle, non messo troppo bene. Un oggetto valido, ma alla fine dei suoi giorni. Il proprietario però voleva continuare ad usarlo, perché gli ricordava le giornate a caccia di camosci vissute con il padre. Per me è stato un onore poter far parte di questa storia. Non avevo tra le mani una semplice scarpa, bensì suo "ricordo". Anche questo significa "fare il calzolaio".

Ovviamente tutto ciò ha un costo. Le suole e le gomme in generale, hanno raggiunto prezzi davvero notevoli anche per noi professionisti. Questo non ci permette di tenere i costi bassi, soprattutto a fronte di un lavoro attento e molto molto lento. Il tempo è la moneta di scambio del calzolaio. Più una riparazione è ponderata e di qualità, più ovviamente richiede ore di dedizione.

Spero di essere stato chiaro, non è facile tradurre un lavoro manuale in parole. Una lavorazione davvero difficile e mai scontata. A volte anche i calzolai hanno le loro fatiche da superare e nulla va preso alla leggera o sminuito.

Adesso però basta parlar di scarponi, perché mi sta venendo una matta voglia di tornare in montagna ;)