Perchè ho intrapreso la strada del Blog?
Una piccola introduzione a questo mio nuovo progetto!
CACCIA E VITA MONTANA
5/8/20243 min read
È puramente questione di ritmo. Ognuno ha il suo: lento, veloce, andante, discontinuo ecc ecc. Quando ho deciso di piazzarmi davanti allo schermo del cellulare per raccontarvi le mie storie, non ho fatto altro che tradurre in parole quello che avevo dentro. L’obbiettivo era trasmettere a chi mi avrebbe guardato, l’adrenalina e la passione di una vicenda incredibile o di un ritrovamento toccante. Dovevo farvi vedere con gli occhi e farvi sentire con il cuore le stesse identiche emozioni che io sapevo di provare. Non è facile farlo, ci sono tanti blocchi all’inizio, tante paure che ti consigliano di non fare e non provare. Questo perché mettersi in vista ti fa sentire scoperto, un po’ come essere buttato in mezzo alla fossa dei leoni con una bella bistecca incollata sulla schiena.
Però ricordo che dopo aver caricato il primo video, la mia felicità esplose. Ci ero riuscito! Facevo schifo, ma ci ero riuscito! Da quel giorno di 5/6 anni fa ad oggi, l’unica cosa che mi sono limitato a fare, è stato portare il mio ritmo nella vostra vita per un paio di minuti ogni 3 o 4 giorni. Sì, perché la mia narrazione è strettamente personale e a meno che non mettiate in pausa, la mia voce scorre nelle vostre teste per la durata di un reel, trascinandovi in montagna con me. Il mio ritmo scandisce ogni video e voi siete obbligati a inseguirlo se volete conoscere ciò che ho da raccontarvi. Per alcuni vado troppo veloce, per altri uso troppi giri di parole. Nessuno ha gli stessi ritmi di un altro e quello che io faccio in 3 minuti, può essere fatto più velocemente o più lentamente da quelli che hanno, appunto, un “ritmo” diverso.
Questo concetto, mi è stato fatto notare da un certo Alessandro. Un cliente del mio negozio che poco tempo fa ha deciso di sopportarmi e imbarcarsi con me in questo nuovo progetto del “blog”. Giustamente mi ha fatto notare che serviva qualcosa di più democratico e meno “usa e getta” per poter sfruttare appieno lo spazio che L’INTERNET mi concedeva. Un posto in cui io avrei comunque raccontato ciò che avevo in testa, ma con un ritmo variabile, diciamo “adattabile” ad ogni persona che avesse deciso di interagire con me. Questo spazio sarebbe stato appunto il BLOG! Un luogo astratto dove io avrei scritto a mio modo e voi avreste letto nel vostro. Un luogo di ritrovo dedicato ai pochi che, abbandonando lo scrolling dei social per un attimo, mi avrebbero dedicato del tempo. Bravo Alessandro!
Conoscere e scoprire è esattamente come andare in montagna. Ci sono tanti modi e scorciatoie per percorrere i sentieri che portano alla stessa cima e chi se la gode di più, è proprio quell’escursionista che libero da vincoli e tempistiche, percorre il suo sentiero prediletto alla velocità che desidera. Esattamente come chi legge un blog, ha la possibilità di ispezionare e leggere il testo secondo il ritmo che più lo fa sentire a proprio agio, senza una voce narrante che lo obbliga a correre, magari perdendo dei pezzi fondamentali e alterando la percezione stessa del contenuto. Per questo motivo (e per altri che magari vi dirò più avanti), abbiamo deciso di creare ilviandantealpino.com!
Non aspettatevi un articolo ogni giorno e forse neanche uno a settimana. Al momento chi scrive sono solo io (Il Viandante Alpino appunto), ma vi prometto che i contenuti saranno frutto di quella voglia che ogni giorno mi spinge a “dover fare qualcosa di bello”. Poi potranno piacere o non piacere, per la carità non si può andare bene a tutti! Io scrivo in una maniera estremamente informale e abbastanza grossolana, con uno stile a metà fra il dialetto e la parlata da bar, ma voglio riuscire ad accompagnarvi pian piano in quei tanti “mondi” che stanno lasciando il posto al “nuovo”. Un “nuovo” troppo spesso asettico e freddo, dove le emozioni sono superficiali e non c’è spazio per quelli come noi che amano la storia, la brezza montana e l’odore della libertà senza vincoli e senza leggi. Un “nuovo” che spesso ispira, poi abbaglia e infine delude chi stava già sperando, un po’ come quando apri “quella” bottiglia che tieni in cantina da anni e scopri con delusione che sa di tappo. Ecco, noi siamo quelli che non hanno quel problema, perché le bottiglie le svuotiamo prima e non restiamo delusi da un mondo che a volte non ci appartiene, ma che ci spinge ancora di più ad apprezzare luoghi selvaggi e storie incredibili.
Voglio dedicarmi a tutto quelle che sono le mie passioni, dalla ricerca bellica, alla storia, passando per la montagna dei nostri nonni e la caccia. Non ho obblighi e non ho limiti. Ho solo la voglia di sentire che non sono solo in questo mondo di automi e intelligenze “artificiali”.
Vi ringrazio per aver provato a leggere sta pappardella e per avermi dato, ancora una volta, la vostra fiducia. Non è scontato.

