Dove nascono le idee

Un viaggio nei miei "viaggi" mentali, alla ricerca di ciò che è "nostro" e "genuino".

INTERVISTE ED EVENTI

2/17/20262 min read

Qualche giorno fa ero a Bagolino. Un piccolo comune molto caratteristico, incastonato fra le ultime montagne della Lombardia. Mi trovavo lì in occasione del tipico Carnevale, un momento molto sentito per i "bagossi" e che regala ogni anno degli scorci su un mondo che pensiamo sia destinato a sparire per sempre. Qui invece avviene la magia. La tradizione si mescola con la gioventù che ancora oggi sente proprio un rito antico ed elegante, fatto di costumi, usanze, balli e musiche d'altri tempi.

In questo marasma di felicità, la mia mente viaggiava un po' distaccata da tutto. Pensavo ai miei progetti, al mio lavoro, agli eventi da tenere e soprattutto al mio blog, che di lì a poco sarebbe stato lanciato.

"Riuscirò a tenerlo vivo?"

"Avrò la costanza di scrivere abbastanza e bene?"

Ma soprattutto: "dove troverò tutti gli argomenti necessari per andare avanti a lungo?"

Proprio mentre mi ponevo quest'ultima domanda, guardando il bicchiere di vino che avevo tra le mani, mi sono reso conto di dov'ero in quell'esatto momento. Mi trovavo immerso, in tutto quello di cui avevo bisogno. Bastava dare un'occhiata in giro. Avevo la tradizione, la storia, la gente e le usanze. Tutto ciò di cui mi sarebbe piaciuto parlare era ad un passo da me.

Devo anche riconoscere che ormai ho un vantaggio. Nel bene e nel male, sono conosciuto da molte persone e le porte si "aprono" più facilmente. Non che sia particolarmente bravo, semplicemente a forza di seminare, ho raccolto qualche risultato soddisfacente. Questo mi fa da biglietto da visita. Mi facilita il lavoro di ricerca insomma.

In quel preciso istante però, sentivo di aver capito la potenza di un blog tutto mio. Un diario che mi avrebbe permesso di raccontare, parlare, conoscere e studiare. Non un'accozzaglia di fatti, ma il resoconto di un cammino. Del mio cammino!

La cultura di montagna, è una "cosa" forte, dura a morire e molto radicata. Come un larice che si aggrappa all'ultima roccia di un pendio e cerca ancora di crescere sfruttando quel poco che ha a disposizione. Sono cosciente del fatto che raccontare tutto ciò non sarà un'impresa semplice. Quelli che abitano questi luoghi, conoscono il valore del tempo e della parola. Non si perdono in chiacchiere e si sbottonano solo quando capiscono che tu sei come loro. Amo lo stile di vita legato alle stagioni e alle infinite possibilità governate dall'ambiente. Tutto così lontano dagli aperitivi e dagli eventi cittadini. Così lontano dalla follia degenere delle metropoli.

Questo è ciò che voglio salvare. L'indipendenza della gente di montagna. La forza e la tradizione di chi ancora porta un cappello in panno e gli scarponi infanganti. Ogni santo giorno.