Adunata alpini Genova 2026: vittoria mutilata?
Un'adunata strana, non priva di sorprese e colpi bassi. Oggi a distanza di qualche giorno, vi do il mio parere a freddo.
INTERVISTE ED EVENTI
5/13/20264 min read


Come ogni anno, immancabilmente, in corrispondenza dell'Adunata Nazionale degli Alpini, ho chiuso bottega e mi sono fiondato in anticipo nella città ospitante l'evento. Dal Giovedì sera ero già uno spirito libero che vagava nelle vie di Genova, in cerca di emozioni, persone da conoscere e tante nuove avventure, che si sa, solo l'adunata può regalare. A differenza del solito però, il mio umore non era dei migliori. I giorni precedenti come ben sapete, sono stati molto critici a causa dei numerosi attacchi ai danni delle penne nere.
In particolar modo, il movimento femminista, ancora scottato dalla fallimentare propaganda messa in campo "post-Rimini" ha deciso di andarci più pesante del solito, emanando istruzioni di sopravvivenza contro le molestie alpine, tappezzando la città di manifesti e riempiendo i vicoli di scritte. Tutto ciò con l'aiuto di alcuni centri sociali e dei movimenti più anarchici. Tutti questi ingredienti, uniti ad una buona dose di cattiva informazione e alcuni limiti posti dal comune, hanno creato un'atmosfera non proprio simpatica. Atmosfera che ha portato molte penne nere a "rinunciare" all'evento tanto atteso, un po' per pigrizia e un po' per fastidio.
Come avrete poi visto, tutto si è risolto per il meglio, ma la grande massa ospitata da Genova e stimata intorno alle 400.000 persone, conteneva molti meno alpini del solito. Riconosciamolo, tanti erano visitatori o festaioli occasionali!
Ora, a distanza di qualche giorno, mi chiedo...hanno vinto gli alpini o semplicemente hanno alzato le difese sui loro punti deboli? La situazione è meno chiara di quanto possa sembrare.
La grande festa che si è creata per le vie della città, ha sicuramente giovato ai nostri veci col cappello,. L'opinione pubblica, praticamente unanime, è rimasta molto soddisfatta e per qualche giorno Genova è risorta dal disagio e dalla malfamata aria di criminalità che un po' la caratterizzano, soprattutto in certe zone più limitrofe. Tutti ballavano, cantavano e si volevano bene, di molestie non si è vista ombra. C'è da dire che il movimento femminista ormai è ai minimi storici, lontano dalle grandi battaglie di un tempo e talmente perso nelle inezie da non riuscire nemmeno ad essere coerente con il proprio operato. A parte appendere qualche manifesto storicamente e moralmente sbagliato, organizzare un mega evento di 13 persone e portare in giro qualche asino travestito da pagliaccio, non ha dato più di tanto fastidio. Gli alpini presenti la raccontano come una grande adunata, l'accoglienza è stata super e anche la Sindaca tanto contestata è scesa dal piedistallo per stringere la mano a noi poveri festaioli.
Sarebbe la narrazione di una favola stupenda se ci limitassimo alla superficie, ma siccome io amo lavorare nel profondo e scavare nelle questioni, ho purtroppo un'idea totalmente diversa. E' stata una svolta totalmente positiva o una vittoria mutilata?
(Perdonami Gabriele per la citazione!)
Parere personale? Siamo pienamente nel secondo caso! Le proteste e le bugie diffuse in rete, dalle fantomatiche condanne per abusi, alle accuse di militarismo ed estremismo, non hanno semplicemente convinto alcuni alpini a non essere presenti, ma sono servite a dimostrare anche come una delle associazioni più grandi d'Italia, possa essere debole di fronte al nulla. E' bastato poco per catalizzare tutta l'attenzione mediatica sugli aspetti negativi dell'adunata e di contro, quelli che dovevano tenere botta alle critiche, si sono limitati a non "presenziare". Sto parlando chiaramente di quegli alpini che hanno mollato il colpo. Non si può fargliene una colpa ovviamente, non si entra volentieri in un luogo dove non si è ben accetti.
Questo marasma non ha fatto altro che scoprire una ferita, già sanguinante da tempo. La figura dell'alpino ormai ha perso tanto agli occhi degli italiani. Siamo ormai in pochi a rivedere in quello strano cappello ornato da una penna, il soldato glorioso di un tempo, l'eroe dell'Adamello e il conquistatore di cime. Oggi l'alpino passa per ubriacone, molestatore, disagiato, militarista e "vecchio". Non è così che funziona, io lo so, ma dal saperlo al convincere gli altri che non è così, ci passa un abisso. Stiamo combattendo una guerra di difesa, dove si sopravvive a furia di contraccolpi. Alcuni italiani ignorano che gli alpini ancora oggi, servono nel nostro esercito, ancor di più son quelli che hanno dimenticato cosa è stato fatto negli anni da questi uomini. Non starò qui a farvi la filippica sui terremoti e le alluvioni, ma i fatti parlano chiaro.
Le penne nere stanno soffrendo di un male chiamato "ignoranza", che appesta i circolini politici e le chiassose minoranze "antitutto". Un grosso errore sarebbe oscurare tutto questo e fingere che ogni cosa stia andando bene.
"Genova? Adunata bellissima! I genovesi si sono ricreduti!"
E l'anno prossimo da cosa si dovranno difendere ancora? Oltre ai fischietti inizieranno con gli spray al peperoncino o preferiranno imporre le museruole ai nostri veci? Ci toccherà di nuovo far contro-propaganda per salvare il salvabile o saremo in grado di scendere in piazza a testa alta con il cappello alpino o la stupida, senza timore di ritorsioni o attacchi gratuiti? Riusciremo un giorno a vedere l'ANA non più come un capriolo circondato dai lupi, ma come un'aquila che solca un cielo azzurro di montagna?
Mi piacerebbe dire che tutto dipende dagli alpini, ma la risposta non credo sia totalmente corretta. Sta' anche a noi dare man forte, con quanti più mezzi possibili. Non dobbiamo lasciar morire un mito in favore di un qualunquismo asettico che da tempo ammorba la nostra società. Siamo noi "amici" o "aggregati" l'arma segreta da sfoderare per tirare avanti tutta la baracca. Che i veci lo capiscano o meno, senza il supporto dei giovani, le penne nere sono destinate a diventare una lobby sempre più messa alle strette da tutti quei gruppi politici o ideologici che non vedono di buon occhio chi indossa una divisa. Quella divisa che ancora oggi ci permette di vivere in pace e funge da deterrente per la guerra. Perché sì, è proprio così. Senza un esercito attivo e pronto, le guerre sarebbero all'ordine del giorno e fra quegli uomini che hanno deciso di dedicare la loro vita alla comunità e alla nostra protezione, ci sono ancora una volta loro! Gli alpini!
Grazie per quello che fate!
Il Viandante Alpino